Il sé digitale. L'AI fa paura. Perchè?
All’ Happy Philò organizzato da Paolo Cervari venerdì 19 giugno eravamo circa una ventina tra uomini e donne, con una giusta proporzione di genere. Paolo ci ha fatto giocare con il pensiero chiedendo di stare dentro 4 round da 20/30 minuti circa in cui avremmo dovuto: porre domande, provare a rispondere a una o pìù domande germogliate precedentemente, dialogare liberamente e infine convergere in una domanda unica. Sto scrivendo senza farmi aiutare dall’AI, oggetto del discorso di ieri. Già sembra che ormai sia importante specificare che il frutto del pensiero sia personale, umano, incarnato e non generato da un’AI. Desidero ringraziare gli amici con cui mi sono confrontata ora ho bisogno di lasciare traccia qui, nel mio diario filosofico virtuale alcune righe. Quanto amo la gratuìta ricchezza della riflessione filosofica! [Prima di continuare vi chiedo di soffermarvi ad aprire i link ipertestuali collegati alle parole in giallo, che ho messo per argomentare le mie paro...






